Questa è la storia di uno sguardo...
forse non solo uno, ma probablilmente non più di una decina nell'arco di una vita.
A meno di non essere proprio fortunati.
Che poi non so nemmeno se sia una fortuna...
È la storia di uno sguardo che si può quasi toccare. Lo senti fisicamente sulla pupilla, brilla, sfavilla, sfarfalla. Riesci quasi a tangere la congiunzione tra gli occhi, come se fosse un fascio di luce.
Tuttavia il tempo non da tregua, neppure agli sguardi.
Ci si mette pure l'anatomia umana, con il suo costringerci a sbattere le palpebre.
Un millesimo di secondo e tutte le farfalle di luce volano via.
Ma se lo sguardo è quello sguardo, il protagonista di questa storia, se è proprio lui, allora...
allora le tue palpebre altro non sono che il diaframma di una macchina fotografica. E le tue pupille la pellicola. Da qualche parte, tra la bocca dello stomaco, il tuo cuore, la gola e ovviamente il tuo nervo ottico, questa pellicola viene sviluppata e la foto stampata.
Come una vecchia foto che cambia colore senza però sbiadire, il nostro sguardo appare quando meno te lo aspetti dal doppio fondo di un cassetto.
Forse non sapevi nemmeno più di averlo messo lì, forse invece ce lo avevi nascosto nella speranza di dimenticartene, o di scaldartici l'anima in una serata di solitudine.
Lui, invece, appare dispettoso quando meno te lo aspetti, quando leggi brani di un libro troppo complicato, intricato ed intrigante, eccitante, coinvolgente.
Appare quando guardi il mondo da dietro l'obbiettivo della tua Nikon o quando semplicemente siedi annoiata sui sedili di plastica della U-Bahn.
Continua a distanza di mesi o forse anni a sconvolgerti, a chiuderti la bocca dello stomaco, o a fartelo formicolare...
"Perchè è possibile vincere la forza di gravità, ma non la forza di repulsione che l'anima esercita quando vede un'altra anima avvicinarsi ed esporsi"
(D. Grossmann - Che tu sia per me il coltello)

5 commenti:
Me intriga que estés leyendo David Grossman justo cuando he empezado a leerlo hace unos días. Telepatía? Yo he empezado por "Escribir en la oscuridad" que son sus charlas y conferencias y ahora estoy al principio de "Véase: amor" que parece ser una gran novela. Ya te contaré.
Abu
De echo lo empezè hace meses pero me costò mucho, y lo acabè hace poco...
Lo que me costaba era no irme al final del libro sin leer los detalles...
Hola, bicho. He releído muchas veces esta entrada y me parece triste, no sé por qué. A lo mejor no la entiendo bien. Hablas de no más de 10 miradas en una vida, ¡me parecen pocas!
Creo que he reconocido al menos 2 miradas de tu collage :-) Te las diré, a ver si he adivinado. Por lo demás, supongo que estás disfrutando del curso de fotografía y que la novela que nos propones te ha gustado. No me gusta esa "repulsión" en la cita que has puesto al final, pero a lo mejor es culpa de la traducción. Un besote
no es triste... puede que el libro me haya influido mucho en escribirla... seguramente hay muchas mas miradas en la vida, pero creo que como la que cuento yo, o como la del principio del libro no pueda haber muchas.. dejarian de ser TAN especiales...
Pues yo la he leído tarde, desde muy lejos y he tenido que releerla para entenderla. Mi italiano no da para tanto. Me ha parecido bella incluso cuando no la entendía. Y también he creído ver cuando hablaba Laura y cuando lo hacía Grossman (que está muy de moda, por cierto).
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