"Vanno
vengono
ogni tanto si fermano
e quando si fermano
sono nere come il corvo
sembra che ti guardano con malocchio
Certe volte sono bianche
e corrono
e prendono la forma dell’airone
o della pecora..."
vengono
ogni tanto si fermano
e quando si fermano
sono nere come il corvo
sembra che ti guardano con malocchio
Certe volte sono bianche
e corrono
e prendono la forma dell’airone
o della pecora..."
De Andrè sembra averla scritta apposta per descrivere il cielo che veloce ci corre sulla testa, e da la sensazione che il tempo scorra più veloce che mai, che anche le idee nel tuo cervello debbano scorrere più veloci che mai, che ogni secondo sia prezioso, per riuscire a stargli dietro.
Per riuscire a stare dietro alla vita, al mondo.
Il giorno ha già il colore della primavera, e si intravedono le prime persone in pantaloni corti (certo, per loro 10 gradi è già caldo), le prime facce esposte al sole di mezzogiorno nei bar all'università.
Le notti si susseguono l'una all'altra a ritmo frenetico, specie per quelli tra i miei amici che sono in ferie.
Arrivano i primi nuovi erasmus, sperduti in una città che gli sta ancora troppo grossa, ma che tra qualche settimana si sentiranno addosso come il più perfetto degli abiti fatti su misura.
Anche le mie giornate scorrono a ritmo frenetico, tra un articolo e l'altro, tra un raggio laser e l'altro, e di colpo mi ritrovo a scrivere le prime righe della mia tesi di laurea triennale.
E vorrei fermare il tempo in questi attimi di vita, in queste giornate, ora che mi sembra di assorbire conoscenza alla velocità della luce, di godermi ogni attimo, ogni secondo che passa...
Penso agli amici che sanno già che si fermeranno, chi per un dottorato, chi per la tesi, chi solo per scommessa con se stesso, e penso al ritorno a casa, alle persone di cui sentirò la mancanza, a questo vento che spazza il cielo e porta con se stormi di nuvole.
Per riuscire a stare dietro alla vita, al mondo.
Il giorno ha già il colore della primavera, e si intravedono le prime persone in pantaloni corti (certo, per loro 10 gradi è già caldo), le prime facce esposte al sole di mezzogiorno nei bar all'università.
Le notti si susseguono l'una all'altra a ritmo frenetico, specie per quelli tra i miei amici che sono in ferie.
Arrivano i primi nuovi erasmus, sperduti in una città che gli sta ancora troppo grossa, ma che tra qualche settimana si sentiranno addosso come il più perfetto degli abiti fatti su misura.
Anche le mie giornate scorrono a ritmo frenetico, tra un articolo e l'altro, tra un raggio laser e l'altro, e di colpo mi ritrovo a scrivere le prime righe della mia tesi di laurea triennale.
E vorrei fermare il tempo in questi attimi di vita, in queste giornate, ora che mi sembra di assorbire conoscenza alla velocità della luce, di godermi ogni attimo, ogni secondo che passa...
Penso agli amici che sanno già che si fermeranno, chi per un dottorato, chi per la tesi, chi solo per scommessa con se stesso, e penso al ritorno a casa, alle persone di cui sentirò la mancanza, a questo vento che spazza il cielo e porta con se stormi di nuvole.