Dedicato a...
Guardo Berlino con il primo sole di primavera (nonostante la temperatura da polo nord) e 10 minuti guardo berlino sotto una tempesta di neve.
Alla stessa velocità vanno i cambi tra noi, persone che arrivano e se ne vanno, vite che si intrecciano e si disfano, castelli di corallo o di sabbia, qualche raro castello di mattoni.
Equilibri precari, piccole bombe che esplodono ma graffiano soltanto, finchè non arriva una bomba più grossa che ti riporta alla vita.
E quando la vita ti bussa alla porta ci accorgiamo di vivere in un mondo di giocattolo. Ci accorgiamo che la realtà sta a 1500 km da qui e che la quotidianità qui è temporale.
Stiamo vivendo sempre sul filo del rasoio, coniugando studio, divertimento e rapporti sociali, il tutto a livelli massimi, come piloti che corrono con il piede sempre premuto sull'acceleratore.
Davanti a noi, nella nostra vita di studenti erasmus, non ci sono muri in cui andare a sbattere.
Non ci sono persone che ti giudicano o ti classificano, e se anche ci fossero tra 5 mesi si sono già scordate di te.
Vivi perennemente con la sensazione che un'occasione del genere non ti capiterà mai più nella vita, che devi cogliere l'attimo e non perdere nessun treno che passa dalla tua piccola stazione.
Ti ritrovi a pensare forse di essere bionico, perchè a forza di prendere treni non ti fermi mai più di un secondo.
E quando la vita bussa alla tua porta ti ricordi che laggiù da qualche parte il mondo va avanti seguendo le sue leggi non scritte, che ci sono dei ritmi consueti e delle persone con le quali devi imparare nuovamente a rapportarti, perchè tu sei cambiato e loro no.
Tuttavia è proprio quando lei chiama che ti accorgi, forse, che alcuni dei rapporti che hai creato qui non sono poi tanto di cartapesta.
E ti ritrovi seduto a fissare questa losanga, costretto ad ammettere che ti sei innamorato di Berlino, la capitale.