martedì 18 marzo 2008

pappmaschee

Dedicato a...


Guardo Berlino con il primo sole di primavera (nonostante la temperatura da polo nord) e 10 minuti guardo berlino sotto una tempesta di neve.
Alla stessa velocità vanno i cambi tra noi, persone che arrivano e se ne vanno, vite che si intrecciano e si disfano, castelli di corallo o di sabbia, qualche raro castello di mattoni.
Equilibri precari, piccole bombe che esplodono ma graffiano soltanto, finchè non arriva una bomba più grossa che ti riporta alla vita.
E quando la vita ti bussa alla porta ci accorgiamo di vivere in un mondo di giocattolo. Ci accorgiamo che la realtà sta a 1500 km da qui e che la quotidianità qui è temporale.
Stiamo vivendo sempre sul filo del rasoio, coniugando studio, divertimento e rapporti sociali, il tutto a livelli massimi, come piloti che corrono con il piede sempre premuto sull'acceleratore.
Davanti a noi, nella nostra vita di studenti erasmus, non ci sono muri in cui andare a sbattere.
Non ci sono persone che ti giudicano o ti classificano, e se anche ci fossero tra 5 mesi si sono già scordate di te.
Vivi perennemente con la sensazione che un'occasione del genere non ti capiterà mai più nella vita, che devi cogliere l'attimo e non perdere nessun treno che passa dalla tua piccola stazione.
Ti ritrovi a pensare forse di essere bionico, perchè a forza di prendere treni non ti fermi mai più di un secondo.

E quando la vita bussa alla tua porta ti ricordi che laggiù da qualche parte il mondo va avanti seguendo le sue leggi non scritte, che ci sono dei ritmi consueti e delle persone con le quali devi imparare nuovamente a rapportarti, perchè tu sei cambiato e loro no.

Tuttavia è proprio quando lei chiama che ti accorgi, forse, che alcuni dei rapporti che hai creato qui non sono poi tanto di cartapesta.
E ti ritrovi seduto a fissare questa losanga, costretto ad ammettere che ti sei innamorato di Berlino, la capitale.

5 commenti:

Anonimo ha detto...

¡Qué bonito! Por la vida pasan más trenes, pero ahora tocaba subirse a este y menos mal que lo cogiste. Berlín será siempre tuya, como una estación a la que cualquier otro tren te podrá llevar siempre, con nuevos equipajes y otros pasajeros. Y cada vez que cojas otro tren para otra estación, esas, las de antes, seguirán ahí; no desaparecen, ni siquiera aquellas a las que nunca fuiste.
Un beso, buenas noches, Má.

Anonimo ha detto...

Te leo, ahora que vuelvo de Calella, esa Calella que fue un día mi tren y ahora es casi una estación vacía. Que sólo la llenan los pasajeros itinerantes, como los raros días en que tú apareces o cuando imagino a Clara saliendo en Optimist o cuando Manu está tan lejos que le veo llegar en helicóptero. No pierdas tus trenes pero respira hondo y date 5 minutos de reposo con los ojos cerrados. Berlin no se va a escapar, eso seguro. Buen regreso de Aachen. ¡Vaya ciudad bonita! Besos, Abu.

Mercheh ha detto...

Bueno, bueno, bueno!
Pronto me va a costar escribir en esta familia de escritores. Y de poetisas. Laura un po piu i mi fai piangere. I come el mio italiano fa ridere, le tue parole mi aiudano a imparare la tua lingua. Ma non t'abusi perque pronto non seró capace di capire quello que tu scrivi.
Mis predecesoras han escrito parte de lo que yo ya te hubiera dicho y si te fijas, en sus palabras y en las tuyas puedes ver la diferencia de edades. A los que no cambian tampoco les fuerces; déjales que sigan su camino y no te preocupes demasiado porque acabaran encontrando quienes se les parezcan.
Yo también te diría que "siempre te quedará Berlin" pero lo que tengo ganas de decirte es que en un cinco semanas estaremos la abu y yo en "tu ciudad" y que espero que no te de mucho palo enseñárnos-la como a tí te gusta vivirla. Un besote de tu querida tía que, por cierto, es tu madrina y te escribe ya el Lunes de Pascua. Gab es OsterEier für Dich? Merche

Anonimo ha detto...

Insomma, ormai è un mese che non ci dai nuove notizie!!!

Anonimo ha detto...

¡Qué aburrimiento! Ya no vuelvo a entrar ni que me avises...