sabato 3 ottobre 2009

annozero

Ho guardato la puntata di AnnoZero "no giampy, no party"... ha fatto talmente tanto clamore che ho deciso che per una volta avrei tollerato la troppa (presunta) faziositá e le urla di una parte degli invitati.
Non voglio scendere nel dettaglio, non é questo il luogo appropriato per instaurare un dibattito che sicuramente giá nelle ristrette fila della mia famiglia potrebbe assumere una discreta sostanza. Tuttavia mi sorge il dubbio di non cogliere appieno quella che é la vicenda in questione.
Da una parte siamo di fronte ad una vicenda, l'ennesima in italia, di mala sanitá, di appalti truccati dei quali alla fine le uniche vittime sono i comuni cittadini. E la mia sensazione, presumo condivisa dai più, é che ieri sera una parte degli invitati e della platea tendesse giustamente a incentrare su questo risvolto le sue argomentazioni.
Considerando che ho fiducia nella magistratura, attualmente non spetta a noi trarre affrettate conclusioni e almeno fino al primo grado di giudizio nessuno é ancora colpevole.
L'altra faccia della medaglia è a mio avviso più intricata, in quanto si srotola su due fronti, una vicenda giudiziaria, seppur senza evidenti risvolti penali, e una vicenda pubblica, da prima pagina di rotocalco e da talk-show.
La parte giudiziaria è quella che ad oggi impedisce direttamente di capire su che fondamenta si basino le supposizioni che circolano e di collocare nel dovuto contesto le dichiarazioni volutamente incomplete delle parti in causa. Rimane quindi al comune cittadino la sola possibilitá di fare affidamento alle discussioni da rotocalco per farsi una vaga idea di quello che avviene.
Logicamente ne consegue che un giudizio su simili argomenti sia puramente soggettivo, non potrebbe essere altrimenti, e si basi su argomentazioni che esulano naturalmente da un contesto politico e si basano strettamente sulla morale del singolo.
Detto ció sembrerebbe conclusione naturale che tali vicende non debbano costituire, nel momento in cui non vanno ad intaccare i cittadini e finché non vi sia dimostrazione di reato, argomento di discussione pubblica o di colpevolizzazione di chicchessia.
Tuttavia mi ritrovo ancora una volta a chiedermi che fine abbia fatto la coerenza nel dibattito politico italiano, indipendentemente dallo schieramento. Credo non sia necessario elencare gli esempi di incoerenza che entrambe le parti hanno ampiamente dispensato in questo contesto.
Rischierei di ricadere io stessa nella stessa sequela di argomentazioni faziose che buona parte degli elettori del centro destra imputa all'elettorato di centrosinistra, di cui faccio parte, anche se ultimamente sempre meno orgogliosamente.
Nel corso della mia ormai non piú cosí breve vita ho avuto modo di sviluppare una serie di principi morali e di idee concrete su quelli che sono i temi dell'etica.
Stante da una parte la mia evidente propensione ad una visione scientifica del mondo, che mi esula automaticamente da quella che é una morale vincolata ai dogmi di una determinata religione, e dall'altra il contesto socio-culturale in cui la mia educazione ha avuto luogo, per il quale sono propensa a idee ben precise sul ruolo della donna e soprattutto sulla decenza di alcuni comportamenti sociali, non posso desimermi dall'esprimere disgusto e preoccupazione nel constatare una andamento contrario alle mie aspettative su entrambi i fronti. Mi trovo in una situazione in cui l'organo legislativo dello stato promulga provvedimenti che di fatto impediscono la mia autonomia nel decidere riguardo ai temi dell'etica di cui sopra e d'altro canto gli stessi esponenti di tale organo esibiscono nelle loro dichiarazioni, se non nella loro vita sociale, comportamenti contrastanti quella stessa morale.
Guardo inoltre allibita a come, nel nome di un plebiscito che tuttavia non trova assoluto riscontro nei numeri (la mia unica fede incrollabile), venga meno il rispetto in quelle istituzioni che sono a fondamento della Repubblica Italiana. Il tutto da un contesto privilegiato, qual'é quello in cui vivo attualmente, che mi permette un'informazione piú oggettiva e una minore veemenza nelle mie reazioni.
La mia indignazione fronte agli argomenti di cui siamo costantemente testimoni, e che ripeto non si riferiscono a reati ad oggi ancora da dimostrare e sui quali di conseguenza non sento di avere diritto di giudicare, si basa quindi sulla semplice constatazione di quello che é il ruolo riservato nella nostra societá alla donna. Senza trarre alcuno in merito, per chiarire la mia posizione, basta osservare le discrepanze tra le donne che ogni giorno svolgono un ruolo fondamentale nei gradini bassi della piramide sociale e quelle donne che dai vertici della stessa vengono portate ad esempio.
Ad accuire i miei timori contribuisce inoltre il rispecchiarsi di questa considerazione nella vita quotidiana di una parte degli uomini italiani, senza distinzione di educazione o livello sociale, che puó essere facilmente riscontrata se si vanno a leggere i commenti agli articoli sulle pagine in rete dei principali quotidiani italiani, siano essi "comunisti" (vedi Repubblica, Corriere, Fatto Quotidiano etc...) o no (Il giornale, Libero etc...)

11 commenti:

Anonimo ha detto...

Necesito algún link a un periódico que me informe sobre la noticia. Siento por el tono que debes tener muchísima razón, de ahí tu vehemencia. Me gustaría compartirla con más información,¿de dónde sale eso de no giampy, no party? Yo suelo leerme il corriere pero esa frase me debe haber pasado desapercibida.
Besooooos! Abu

nenya ha detto...

lo de no giampy no party era el titulo del programa, que se llamaba así por el nombre del que supuestamente llevaba a las "mujeres" a casa de silvio... http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-4b2a60ef-9c7e-4d03-9c86-1bc286cbf452.html?p=0
si no toda la noticia es la misma y si buscas en google los periodicos que cito al final tienes todas las varias opiniones... besos

Merche ha detto...

Cara Nenya, voy a necesitar relectura en esta ocasión porque me ha costado mucho una primera lectura entendiendo sólo un 10%. Me parece que la situación que vive Italia con su Silvio a la cabeza hace un flaco favor a la (creo que escasa) proyección de la mujer en todos los sentidos.
Un beso y prometo relectura con más tiempo y un diccionario. Un beso

Má ha detto...

Cuando un hijo se hace mayor, nos creemos que ya no nos volveremos a sorprender de que camine, de que corra, de que hable, de que se ría, de que tenga memoria, de que conozca unas palabras. Hoy me has vuelto a dar esas emociones. Un besote.
P.D. De vez en cuando también puedes entrar aquí: http://www.gadlerner.it/. Ayer dirigió un debate como solo él lo sabe hacer.

Anonimo ha detto...

Hola, guapa. Encantada de leerte, aun que tno enti8enda del todo.
Un beso muy grande

Má ha detto...

Aconsejo la lectura de "Lettera all'Italia infelice" de Saviano (http://espresso.repubblica.it/dettaglio/lettera-allitalia-infelice/2112228&ref=hpsp), dos páginas.

nenya ha detto...

@ mamá: leete el comentario del lector a lo de Saviano y entenderás lo que me tiene preocupada...

@ oyana: encantada de tenerte como lectora... te he descubierto a través de la vecina... besos

Pombolita ha detto...

Cúanta gente conocida por aquí....
Que ilusión nenya leerte, que aún no entenderte mucho, lo intento con "la calma"....

Má ha detto...

OHHHH! Has cambiado el template! ¿Cómo has hecho esa foto?
¡Besos de feliz santo!

nenya ha detto...

que no me da tiempo a contestar!!!

@ pombolita: me encanta que estés aquí.

@ mamá: la foto la hice hace mucho... son las manos de manu jugando a volley con la fernsehturm detrás de casa de Gabi. Cuando esté con los examenes pensaba hacer un template todo mio... si me da tiempo

Anonimo ha detto...

¡Me gustan las mujeres así de valientes! Y además, guapa que es mi niña. ¿Cómo era aquello de...¡al luppo! Besos y buon lavoro.
Abu.