Il treno vecchio modello si lascia annunciare dallo stridere dei binari. Il vagone è pieno. Dalle facce sai che i tuoi compagni di viaggio scenderanno alla prossima, a Hermannplatz, per poi perdersi chissà dove. Hermannplatz: la prima stazione a servire due linee e ad avere le scale mobili, qui a Berlino. Rimane ancora una delle più trafficate. Le persone cambiano, il treno si svuota e io mi siedo.
È una linea triste, l'U7. La più lunga di Berlino, viaggia interamente sotto terra. Congiungendo Spandau a Rudow, congiunge Gropius- a Siemensstadt: due esempi di architettura funzionalista.
E non attraversa mai il confine, non va mai all'est, Berlino-Est intendo.
Ha fatto entrambe le guerre, ma nella sua totalità ha solo pochi anni più di me.
Lo si vede nelle fermate.
Tristi e spoglie tra Rudow e Grenzallee, destinate al transito degli operai, laggiù, circondati dal confine. Ci viveva Christiane F. e ogni volta che ci passo penso a quei grattacieli che ci sovrastano e che non voglio vedere dal vivo, nel timore che siano meglio di come li descrive lei.
Da Neukölln a Mockernbrücke le stazioni sono vecchiette di 90 anni, ancora imbellite negli sfarzi di una moda che fu, quello stile Liberty delle poche case sovrastanti che hanno retto alla guerra.
La loro trasandata eleganza riflette la decadenza dei quartieri e delle piazze di cui portano il nome.
Mentre viaggiamo verso ovest sono cambiati i visi e i vestiti di chi mi accompagna, sempre più studenti si lasciano cullare dal ritmico avanzare del treno. Egli stesso subisce la trasformazione da mezzo di trasporto, brulicante di scolari dalla tipica parlata slang dei giovani turchi di germania, a biblioteca su rotaie.
Gli occhi delle persone si perdono tra le pagine di un avvincente romanzo, tra gli appunti della lezione da seguire tra poco, negli ultimi ritocchi dei compiti a casa o semplicemente tra le immagini di una rivista di moda.
Persino il suonatore di armonica si sente in imbarazzo a turbare un simile silenzio con la sua canzone italiana anni 50.
È nel breve tragitto di stazioni in stile anni 70, tra Mehringdamm e Fehrbellinerplatz, che io faccio conoscenza di Cal e poi di Julie. E come Cal vedo nei colori che mi circondano le cucine del sogno americano. Loro stessi faranno conoscenza a poche stazioni di distanza, sulla U9.
Ed è sempre qui che mi sono immaginata le mani di un mago o di un violinista, o la prima mano, quella del padre.
E se ho dimenticato il libro a casa, allora immagino la faccia delle case sopra la mia testa.
Ho fatto conoscenza solo con poche, quelle che si vedono dal finestrino di un bus notturno o nel camminare veloce dei tempi dello sciopero. Siamo in piena Berlino-Ovest. I palazzi parlano la lingua dell'architettura anni 30. Sotto di noi la linea 7 prosegue, ormai vuota di studenti. Con ogni probabilità nell'attraversare Charlottenburg si riempirà di signore borghesi, fedelmente accompagnate, nel mio immaginario, dal chihuahua col cappotto.
Poi nell'ultimo tratto non riesco più ad immaginarmela. Di Spandau non ho ricordi, se non quelli spaventati di una notte in macchina, esattamente 2 anni fa.
Ah già dimenticavo, oggi è il secondo compleanno: Alles Gute zum Geburtstag!!
5 commenti:
Querida escritora,
¿pero cuándo has tenido tiempo de desarrollar esta idea tan bonita? Si acabas de volver! Tendré que aprender italiano como sea ese el idioma que escojas para comunicar tus ideas más originales!!
Que el bebé que ahora tiene 2 años crezca para bien, que el tiempo pasa volando. Y si no... pues nada.
Un beso y puesta a escritora, no te lleves un libro en tus viajes, que así dedicas tu tiempo a pensar qué escribirás cuando llegues...
Merche
la tenia pensada desde antes de irme, pero no tuve tiempo de escribirla hasta el ultimo dia en Barcelona. Ayer simplemente la copié y corregí un poco...
¡Precioso trayecto! Vaya familia de escritores. Fuerade casa estáis en vena, como cuando Manu estaba en Canadá. Me lo reeleré con calma y con el mapa del metro delante. Quiero disfrutarlo.
me encanta que me lea mas gente.. pero si comentais sin log-in porfa firmaros, así se quien me escribe...
¡Precioso! La verdad es que me da envidia que los trayectos en metro te den todo ese tiempo para leer. Desconectada de internet... ¡Y yo que salgo escopeteada de casa para ir a la facu, siempre con el tiempo justo, con un trayecto en vespa de 10 minutos como mucho! Curioso también que las novelas que hemos y has estado leyendo este verano tuvieran partes ambientadas en Berlín. No te pierdas nada, que van a celebrar los veinte años de la caída del muro. Y haznos más compañía con tus entradas, aunque sean breves. Un besote.
P.D. Me parece que esa anónima era Abu...
Posta un commento