mercoledì 10 ottobre 2007

erste Woche in Berlin: die Wohnung Gesucht.



inauguro ora il mio blog dal bar sotto la mia nuova casa che per fortuna ha il wifi e così finalmente dico addio ai Dunkin Donuts che mi hanno accompagnato in questa prima estenuante settimana.
Ci sono tantissime cose da raccontare sulla ricerca di un posto dove vivere a Berlino.
Cercare casa qui è un'esperienza forse unica:
per una persona che arriva qui come turista è un labirinto dal quale è difficile uscire. Ti senti perso nei meandri di questa città unica al mondo, vedi i caratteri tipici della sua frammentazione, i risultati di una rinascita spesso frettolosa, esplosiva e soprattutto caotica.
Berlino è la città degli angoli e non dei quartieri. Lo si impara proprio cercando casa. E' inutile stare a cercare secondo quartiere perchè tanto quello che conta è l'angolo che devi svoltare una volta sbucata dalla metropolitana. Un Ecke (angolo in tedesco in realtà è femminile :) ) piuttosto che un
altro vuol dire un'atmosfera diversissima.
Berlino è la città dei negozi trasandati nelle grandi strade di lusso, la città dei casermoni socialisti nel quartiere dei musei, la città dei localini "fashion" nel quartiere turco e dei kebab ad ogni angolo.
E poi Berlino è la città dei tedeschi. E allora li si fa tutto più difficile: perchè anche se hai beccato l'ecke giusto e magari anche l'edificio giusto, ti possono aspettare ancora tante dure prove.
La prima è vedere l'interno della casa e la seconda è il test di ingresso.
I tedeschi sono soliti fare una specie di terzo grado al poverello che cerca casa e 99 su cento uno straniero non lo passa.
Le case dei tedeschi sono un mistero profondo: si passa dalle più kitsch alle case da rivista di arredamento, dalle case limpide alle più zozze. E non dipende dal ecke che hai beccato.

Ripensandoci a posteriori avrei dovuto fare di nascosto foto a tutto ciò che ho visto: collezioni di moquette, tutte rigorosamente sporche, tutte le finestre giganti che ti sfoggiano con orgoglio (ma rigorosamente senza tende!!! ) bagni microscopici (alcuni tenuti insieme con lo scotch da pacchi) e le lavatrici (forse l’unica cosa di tutta Berlino che è scampata ai bombardamenti, a giudicare dallo stato in cui sono).

Per loro forse è più importante ridipingersi i muri che avere la casa in ordine… non lo so.

So che la Wohnung Gesucht è un’esperienza molto dura. Dicevamo ieri a cena con Claudia (meglio nota come la romana) che sarebbe divertente, ora che siamo sistemate, continuare la ricerca per fare ai padroni le stesse domande che loro hanno fatto a noi: “sei una ragazza ordinata?” , “ti piace fare feste?”, “cosa studi?”, “sei ERASMUS?” e via via domande sempre più assurde per poi finire con un “ich rufe dir morgen an…” [ti richiamo domani] che si traduce in una telefonata che non arriva mai o in una che dice “Est tut mir leid, die Zimmer ist schön weg.” [mi dispiace, la camera è già stata data] e i più stronzi (lasciatemelo dire… questi sono proprio cattivi dentro) chiudono il tutto con un “good luck”. Ma che good luck e good luck!!!

Io mi chiedo solo: dov’è finito il perfetto popolo tedesco che tanto si dice in giro?


p.s. la foto è la camera della pensione :)


4 commenti:

Anonimo ha detto...

Il tuo racconto mi è piaciuto tantissimo. Penso soltanto che non sia solo un problema tedesco ma comune a tutte le grandi città europee. Paula ancora cerca a Parigi senza trovare alloggio...E se chiedi a tanti Erasmus che circolano l'Europa vedrai cosa ti raccontano! Ahora en serio, muy buen inicio de blogg. Pensa che i tedeschi sono molto austeri, non sono mediterranei come noi. Impara qualcosa ogni giorno e prendi piacere a tutto. Mañana te conteré cómo se ha portado Clara cuando vengan a comer y si me enseñan a hace fotos con el móvil te mandaré una. Besos, besos, besos.

Ana Lourdes ha detto...

¡Bien! ¡Por fin tu diario! Me ha encantado eso del ángulo femenino, hija de lingüista :-)
A ver si nos pones alguna foto de tus lugares, para que podamos imaginarte aún más. ¿Y si te digo que a pesar de los pesares, me das envidia? (no sólo por el medburst o como se escriba...).
Besos, bicho.

Mercheh ha detto...

Liebe Nichte, es freut mich sehr que ya estés instalada.
ANIMO, ÁNIMO, ÁNIMO porque esta semana de prueba ha pasado, yo creo que tiene que haber ciudades más difíciles que Berlin, el frío no ha hecho más que empezar.
No quiero ser malaje pero lo duro vendrá y te quiero fuerte!!
UN BESOTE y disfruta cada minuto bueno y empieza a olvidar los malos.
KÜSSE, KÜSSE, KÜSSE!! Tante Merche

Anonimo ha detto...

Pues la cama/armario/mesa (veo que sigues igual) tampoco estaba tan mal :-)